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“Casa di riposo”, arredamento e funzioni terapeutiche

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Sara Ruggeri Consorzio ColibrìLe case di riposo spesso danno l’impressione di essere impostate come ospedali specifici per anziani, piuttosto che come luoghi dove le persone possono vivere piacevolmente e in modo duraturo. Bisogna invece prendere atto delle profonde trasformazioni che sono intervenute negli ultimi anni; gli istituti per anziani non sono più strutture di esclusivo carattere socio-assistenziale-infermieristico.

L’ attenzione all’ individuo, spesso fragile per età, patologia o per lo stress dovuto all’ istituzionalizzazione si deve enucleare in ogni aspetto della cura. Questo concerne anche l’ambiente e più specificatamente l’arredamento della struttura.
Il possesso degli standard e dei requisiti minimi strutturali e gestionali non appare di per se in grado di soddisfare un buon livello di prestazione ed organizzazione. Studi evidenziano che l’ambiente è in grado di trasmettere il senso di benessere e di limitare l’ esproprio dell’ anziano dal suo ambiente di vita precedente. L’ambiente deve essere armonia di spazi, materiali, colori e arredi. L’ambiente deve esprimere sicurezza e deve essere terapeutico, ecologico e protesico. L’ambiente fa parte del sistema di cure: deve stimolare l’anziano ad aiutarsi, eliminando la sopracitata atmosfera tipica degli ospedali e offrire la sensazione di sentirsi come a casa.
Un arredamento ridotto al minimo e poco personalizzato appare freddo e rende difficile l’appropriarsi degli spazi e il percepirli come “casa propria”.
La strutturazione degli ambienti e dei contenuti è frutto di un attento studio, passo successivo è la scelta di quei complementi in grado di creare uno spazio ove promuovere l’agio e il benessere; in questo possono aiutare talune discipline come la cromoterapia e l’ aromaterapia.
La cromoterapia consiste nell’ utilizzo dei colori per fini terapeutici volti alla ricerca della salute. Si considera il colore come una forma di energia attiva a più livelli: fisico, mentale, emozionale e spirituale. Si utilizzeranno i colori freddi (azzurro, indaco, violetto, verde) per tinteggiare le camere perchè infondono tranquillità e pace stimolando il riposo; differentemente i colori caldi (arancio, rosso, giallo) che hanno un effetto eccitante saranno da preferire ove l’attività e l’ azione hanno un ruolo preponderante.
L’aromaterapia invece si pone lo scopo di promuovere l’agio attraverso la stimolazione olfattiva. Una profumazione gradevole ed evocativa di ricordi positivi può indurre la persona a sensazioni di sollievo.

Semplificando si può stilare un decalogo di requisiti di una struttura in tema di ambiente ed arredamento:

1) La R.S.A. deve rispettare le norme di edilizia regionale e le leggi in materia di sicurezza.
2) La R.S.A. deve essere ben ubicata nel centro urbano o nelle sue vicinanze, deve avere regolari collegamenti attraverso i mezzi pubblici.
3) Si deve strutturare in nuclei di 20 ospiti prevedendo al massimo due letti per camera, dotandosi anche di camere singole.
4) avere una adeguata e moderna strumentazione (bagno assistito, sollevapersone, sistema di chiamata a letto, ausili alla deambulazione, materassi antidecubito, spondine regolabili…).
5) Avere alti standard di pulizia.
6) Garantire agli ospiti spazi di autonomia (assenza di barriere architettoniche, personalizzazione della camera, possibilità per gli ospiti di telefonare e ricevere chiamate facilmente, spazio dedicato alle passeggiate e alla lettura).
7) Avere spazi adeguati e piacevoli ove somministrare i pasti. Prevedere spazi ove tramite l’animazione, la riabilitazione cognitiva e la terapia occupazionale fornire una risposta di tipo attivo ai bisogni degli ospiti e ove mantenere e coltivare i pregressi interessi.
8) Sotto l’aspetto pratico avere una corretta segnaletica ed illuminazione al fine di aiutare le persone ipovedenti.
9) Scegliere arredamenti armoniosi, sicuri (angoli stondati, facilità d’ accesso e di utilizzo…) e che richiamino un’idea di familiarità.
10) valutare la creazione dei c.d. “reparti alzheimer”: nuclei ove l’arredamento è organizzato in maniera Più familiare ed intuitiva in modo da andare incontro ai bisogni degli ospiti con tale patologia, rispettando i loro dilatati tempi. In merito si segnalano pareri discordanti fra chi ritiene che una tale demenza necessiti di misure ad hoc e chi vede nella creazione di tali reparti una forma di isolamento.

Infine va ricordato che il clima favorevole ed empatico è reso tale dalle persone, dalla professionalità portata avanti col cuore.

Sara Ruggeri – Animatrice socio educativa Villa Giulia



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